GLOBAL – No global
Nel 2002, tra crolli finanziari e illusioni infrante, si cominciava a guardare alla globalizzazione non più come destino, ma come problema da governare. Questo articolo, lucido e provocatorio, ci ricorda quanto fosse urgente — e quanto fosse difficile — pensare il futuro senza etichette.
Rileggendolo oggi, col senno di un ventennio, colpisce la chiarezza con cui si intravedevano già allora le ambiguità del “pensiero unico”, le fragilità sistemiche, e il bisogno di una visione umanistica capace di tenere insieme interdipendenza e giustizia. Non è solo un documento: è una soglia.
