Lorenzo Paolini
a cura di Mario Carulli
Appassionato,
rigoroso, complesso, estremo, sono alcune definizioni che potremmo utilizzare
per descrivere Lorenzo Paolini, l'autore che presentiamo questo mese. Paolini
è sicuramente un personaggio non convenzionale, fuori dai tipici schemi
cui siamo abituati quando ci riferiamo agli artisti hi-tech. Una passione lo
anima, e soprattutto il coraggio di portare avanti la sua visione del mondo,
senza mediazioni o giustificazioni, ma scontrandosi con un certo establishment
culturale, da lui giudicato obsoleto ed immobile, teso all'autoconservazione
del proprio potere.
Per
capire meglio è il caso di partire dall'inizio. Lorenzo Paolini esprime
la sua vocazione ed interesse all'arte visuale, come spesso accade, da bambino;
ama disegnare e dipingere, anche se scopre che il mezzo utilizzato sia per lui
piuttosto limitante. A 25 anni lo troviamo, dopo una laurea in Scienze Politiche,
nei panni di fotografo e grafico a produrre immagini e illustrazioni per una
sua agenzia pubblicitaria. Dopo alcuni anni di lavoro deve abbandonare quest'esperienza,
per curare l'azienda di famiglia che si occupa di information tecnology. Questo
lo fa avvicinare naturalmente al mondo dei computer e da buon creativo ne rimane
affascinato, anche se tecnologicamente il personal computer in quella fase non
offre ancora grandi possibilità espressive. Infine all'inizio degli anni
'90, inizia a lavorarci professionalmente riorganizzandosi con un'agenzia che
si occupa di impaginazione, illustrazioni, foto e pubblicità e in una
seconda fase, di siti Web e produzione multimediale. Inizia in quel periodo
a realizzare le sue prime opere digitali. I suoi principali riferimenti artistici
si richiamano al surrealismo e alla metafisica, con alcuni occhieggiamenti alla
pittura rinascimentale. Ma
il
suo desiderio di confrontarsi con altri autori in questo percorso nuovo e pionieristico,
lo porta a stabilire una serie di contatti internazionali attraverso Internet,
con gli artisti più prestigiosi che portano avanti la ricerca visuale
attraverso il computer. Tutto questo si trasforma nel 1997 in una grande mostra
internazionale dove Paolini è presente in veste di artista e organizzatore,
patrocinata dal Comune di Roma (seguiranno poi varie mostre realizzate a Los
Angeles e Parigi). Nasce in quell'occasione il primo manifesto
Digitalista
(che vede Paolini tra suoi maggiori rappresentanti), dove gli artisti presentano
i motivi e gli intenti che animano la loro pittura digitale. In sostanza il
Digitalismo afferma il superamento del concetto di unicità dell'opera
d'arte e del conseguente mercato speculativo, verso una fruizione dell'opera
che sia invece più democratica, aperta cioè a tutti. L'arte diventa
in questo modo veramente uno strumento senza barriere, frontiere o discriminazioni
sociali. Fermo restando che la pittura digitalista si dissocia nettamente dalle
modalità rappresentative prodotte "automaticamente", prive cioè
di un contenuto, di una effettiva ricerca, ma frutto di effetti casuali forniti
dal computer o puramente decorativi. Questo per quel che riguarda il Digitalismo,
ma torniamo al nostro autore. Come dicevamo all'inizio, Paolini si presenta
come personaggio animato da una passionalità che lo spinge ad esprimere
in toni a volte spietati la sua visione dell'attuale modello di società
occidentale e della ideologia che vi è sottesa. Come una sorta di "Cassandra
Tecnologica", le sue opere segnalano il disagio ed il degrado degli individui
di fronte alle illusioni consumistiche, manipolati dal potere, sia di tipo temporale
che religioso. Lo svuotamento dei valori più profondamente umani, segnala
così lo sgretolamento di una società disperata e narcisistica.
Le immagini di Lorenzo Paolini sono per così dire stratificate, dove
ogni elemento compositivo si ricollega ad un preciso significato sia nel contenuto
che nei riferimenti stilistici. Ogni opera si dipana come se fosse un racconto
visivo, affascinante e grandioso, un dramma di sapore onirico (non a caso ogni
immagine richiede all'autore spesso mesi di lavoro!). Tecnicamente Paolini lavora
utilizzando Photoshop, Painter, Poser e 3D studio max. E' possibile avere uno
scambio di pareri con l'autore attraverso l'email webandprint@micanet.net