Quella che sto per raccontare è una grande storia d’amore, ma soprattutto una storia d’amore per l’arte.

La storia d’amore che legò Edouard e Nélie per più di tredici anni, è una di quelle che si leggono solo nei romanzi rosa, a cui nessuno crede, o spera più. Un amore nato grazie alla comune passione per l’arte.

Edouard André, ricco collezionista e figlio di banchieri, incontrò Nélie Jacquemart quando lei era una giovane artista, di fama già rinomata.

Il caso volle che fu proprio Nélie, inconsapevole di quello che il futuro le avrebbe serbato, a eseguire il ritratto di Edouard. Quell’uomo così  serioso, austero, che posava di fronte a lei sarebbe diventato il compagno di tutta una vita, tanto da indurla a rinunciare alla carriera d’artista per seguire i passi dell’amatore d’arte.

Ci sono una quantità di leggende che si sono create intorno alla personalità di Nélie Jacquemart. Certo è che fu una donna fuori dal comune, e dotata di una forte personalità.

Nélie, diminutivo di Cornélia, nasce nel luglio 1841 a Parigi. Di origini modeste, fu una delle prime donne della sua epoca a studiare pittura all’ Ecole des Beaux Arts, dove frequentò l’atelier Léon Cogne – pittore romantico e neoclassico francese. Sua madre era stata prima cameriera in una casa aristocratica e suo padre riparava carrozze.

Diventata ritrattista dell’alta società, realizza nel 1872 il ritratto di Edouard André; quello fu il loro primo incontro. Si presume che da allora e fino al matrimonio, avvenuto dieci anni dopo, la loro relazione sia stata tenuta nascosta a causa delle origini modeste di Nélie e delle sue convinzioni religiose e politiche, opposte a quelle di Edouard.

Uno dei tanti aneddoti legati alla loro storia, è quello secondo il quale, iniziata una relazione a distanza con il suo committente, Nélie gli domandava di presentarsi all’atelier “sempre accompagnato da qualcuno”. Ironia della sorte, fu proprio l’accompagnatore di M. André, nonché suo cugino, che dieci anni dopo propose ai due di sposarsi.

Scriveva il suo amico Barone De Maricourt, che la frequentava assiduamente quando, vedova, aveva acquistato il castello e l’abbazia di Chaâlis dove aveva trascorso l’infanzia e ormai  vi si era ritirata:

“È stato inevitabile per la società parigina pensare che Nélie avesse trovato il proprio piacere nei milioni del signor André. Io non lo credo. Era una ragazza indipendente che amava la sua libertà conquistata a caro prezzo. A suo discolpa debbo dire che ho sentito che all’epoca disponeva di una rendita di una ventina di migliaia di lire”.

Che avesse dei dubbi sul matrimonio lo testimonia il racconto di una ricca vedova sua amica a cui Nélie aveva chiesto se fosse giusto sposarsi.

“Hai qualche dubbio? Sposati, sposati presto!”, rispose senza esitazione la vedova che ben conosceva le necessità della vita in generale e quelle ancor più impegnative di una vita mondana.

Così Edouard e Nélie si sposano il 28 giugno 1881; lei ormai ha quarant’anni, e lui otto in più, ed entrambi sono senza figli.

“Certamente ella apprezzò la sua fortuna” continua il Barone De Maricourt, “la seppe ricevere, fece la carità, viaggiò, acquistò, diede piena soddisfazione ai suoi bisogni d’artista, ma soprattutto ella fu, nel senso più spirituale della definizione, la migliore delle spose e la più devota delle infermiere. Essendo ormai suo marito al crepuscolo della vita, la gente mormorava che le esigenze della vecchiaia erano per lui più imperiose degli appetiti della giovinezza. E la Parigi bene la soprannominò  «La madonna della seggiola» in omaggio all’artista che era stata”.

Nélie, godendo dello statuto di pittrice, poté conservare il suo cognome da nubile, e così lo integrò a quello dell’ormai marito.

Museo Jacquemard-André

Diventata Madame Jacquemart – André, decide di abbandonare il mestiere di pittrice per condividere a pieno con il proprio compagno la passione per le arti, sostenendolo nel progetto della creazione di un museo di pittura e di arti decorative nella loro magnifica residenza, al 158 boulevard Haussman.

È così che inizia per entrambi una nuova vita, all’insegna di viaggi in Italia, Europa dell’est, fino a spingersi in Medio Oriente ed India, alla ricerca di opere d’arte sempre più preziose e introvabili.

Con la stessa determinazione mostrata nel diventare pittrice, Nélie Jacquemart si impegna in questa nuova vita da collezionista. Così quando Edouard muore nel 1894 non è sorprendente che, nel rispetto delle aspirazioni del marito, Nélie continui quello che era stato da lui iniziato. Al termine di una vita insieme, porta avanti l’opera intrapresa, come una forma di ultimo omaggio al suo sposo, che le aveva donato la possibilità di vivere la comune passione.

Nelie Jacquemard

Nel 1902, attratta dalla magia dei ricordi, Nélie volle tornare nel suo passato comprando il castello di Chaâlis, che nuovamente riempì di oggetti d’arte.

Rientrando questa volta dalla porta principale. Dopo il dessert del primo pranzo di gala che dette nella nuova residenza, ebbe a dire: «Non mi dispiace affatto di essere a capo della tavola in fondo alla quale mi sono così a lungo seduta». Nélie morì nel 1912 e lasciò ogni suo avere all’Institut de France.


 

Il museo Jacquemart-André, situato in una delle arterie più frequentate della nuova Parigi haussmaniana, accoglie una della collezioni più ricche di Francia.

Dal Quattrocento al Rinascimento italiano, passando per i capolavori della scuola fiamminga e dell’arte francese del XVIII secolo, fino all’arte decorativa, quest’incredibile museo fu, ed è tutt’ora, una delle mete parigine più frequentate.Il museo, inaugurato il 10 dicembre 1913, nasce come residenza privata dei coniugi Edouard André e Nélie Jacquemart, grandi appassionati d’arte. Lo sviluppo di collezioni private è un fenomeno piuttosto comune durante la fine del XIX secolo, e interi patrimoni venivano sperperati da grandi mecenati  per riunire una scelta di opere di altissima qualità, destinate a ornare le loro sontuose dimore.

Museo Jacquemart – André

Ma l’impresa esemplare dei Jacquemart – André, a differenza di molti altri collezionisti, non è quella di un singolo individuo, bensì quella di una coppia dai gusti eclettici e più disparati, che privilegia allo stesso modo l’Italia del Quattrocento, i Paesi Bassi del secolo d’oro, la Francia e l’Inghilterra del XVIII secolo.La costruzione di questo hotel particulier – così vengono chiamate questo tipo di case –  sul boulevard Haussman, tra il IX e l’ VIII arrondissement di Parigi, permette a Edouard André, ben presto raggiunto da Nélie, di realizzare il suo desiderio: trasformare la sua residenza in una spettacolare galleria, una vetrina per le sue collezioni d’arte.

Questa volontà segue l’antica  tradizione dei grandi mecenati italiani durante il rinascimento e soprattutto in epoca barocca, i quali si facevano costruire sontuosi palazzi dotati di vaste gallerie in grado di poter ospitare le loro collezioni. Ne sono un esempio tra molti, Palazzo Farnese, Palazzo Te, Palazzo Rucellai, Palazzo Ricci-Sacchetti.Nell’italiano del XVI secolo, con il termine galleria si indicava infatti uno spazio atto alla conservazione e all’esposizione delle proprie collezioni d’arte. Le collezioni del museo Jacquemart – André sono un vero e proprio tributo all’eccellenza dell’arte attraverso la storia.

Alcune delle principali opere

Proprio perché sin dall’inizio nutrono il desiderio di trasformare la propria dimora in museo, i coniugi André hanno radunato, non soltanto con una bulimia caratteristica  dei collezionisti, ma anche con grande accuratezza, delle opere fortemente diverse tra loro ma allo stesso tempo formanti un insieme omogeneo.Tale fu la grande forza e lungimiranza di questa coppia, che li lanciò con audacia e spregiudicatezza in una vasta collezione d’arte francese del XVIII secolo, fino a quel tempo poco apprezzata dagli altri collezionisti. 

Credo sia questa l’espressione più notevole del loro talento da collezionisti; talento che fu esercitato, come già menzionato, in numerosi altri campi.

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Edouard André

Edouard André nasce nel dicembre del 1833 a Parigi, da una famiglia di banchieri  protestanti le cui convinzioni politiche vertono verso il bonapartismo.

Molto presto decide di non seguire le orme del padre ed entra, 18enne a l’École spéciale militaire de Saint-Cyr uscendone come ufficiale delle Guide, reggimento d’élite al servizio  di Napoleone III. Stratega brillante, si distingue, oltre che per le sue qualità militari, per l’attenzione e la cura che dedica al proprio aspetto esteriore, guadagnandosi così un’immagine da “dandy” come uno dei più bei rappresentanti del “Tout Paris”, nonché uno dei più ricchi. 

Dopo aver partecipato alle campagne di Italia e del Messico si congeda nel  1863 a trentanni. Nel 1864, in seguito alla morte del padre Ernest, decide di proseguire l’impegno politico paterno. In seguito ad una campagna elettorale, all’insegna del clientelismo più che della politica, Edouard ottiene la circoscrizione allora gestita dal padre, che lo porterà a concepire un nuovo progetto artistico: la costruzione dell’hotel particulier, che oggi prende il nome di museo Jacquemart – André.

È allora che Edouard inizia l’acquisto di un insieme di pitture antiche, appartenenti alla scuola francese del XVIII secolo e piano a piano investe sempre di più nella promozione delle arti decorative.

Sposerà Nélie solo nel 1881, ovvero dieci anni dopo averla conosciuta.

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